Lamentarsi spegne i neuroni tuoi e di chi ti ascolta

Sappiamo tutti quanto è pesante ascoltare lamentele continue, ma cosa nasconde il lamentarsi costante? Hai idea del danno che causa? Scopriamolo…

Chi non conosce una persona che si lamenta di continuo, per un nonnulla, con costanza, tanto da far  scattare sulla sedia ogni volta che compare il suo nome sul telefono? Per non parlare dei social, nuovo muro del pianto.

Ma attenzione!! Non parlo dell’amico che si confida o sfoga con noi per problemi personali a cui prestiamo orecchio, a lui va dato assolutamente tutto il nostro supporto! Parlo invece di persone tendenzialmente nocive.

I soggetti dalle lacrime di coccodrillo facili, che vanno avanti per giorni e che riempiono i social di messaggi negativi perché non gli va mai bene nulla, ogni scusa è buona per lamentarsi. Sono loro i lagnosi seriali, portatori insani di BUIO.

Che cosa succede al cervello di chi si lamenta?

La ricerca è stata fatta dalla Stanford University che ha appurato quanto segue: ascoltare per più di 30 minuti al giorno persone con la negatività incorporata nuoce al cervello.

La lamentela va a depositarsi sulla parte delle funzioni cognitive, creative, intellettive ed emotive, quelle che normalmente noi usiamo per risolvere i problemi, togliendo letteralmente neuroni.

Sentire qualcuno lamentarsi spegne i neuroni

Il lamento infatti è considerato dal nostro cervello un contenuto che non ha bisogno di attenzione ma che anzi attiva un vero e proprio circolo di negatività galoppante e uno stato di passività.

I pensieri negativi, che arrivano come branchi di lupi affamati, a loro volta aumentano il famigerato cortisolo, l’ormone dello stress, fino a influenzare umore, azioni quotidiane e addirittura peso corporeo.

La negatività modifica la struttura dell’acqua… quanta acqua abbiamo nel nostro corpo?

Chi mi conosce sa quanto adori Masaru Emoto, lo scienziato giapponese che ha scoperto come l’acqua modifichi la sua struttura in base ai messaggi che riceve. 

Emoto ha dimostrato che le vibrazioni di parole e pensieri negativi reagiscono creando strutture dell’acqua amorfe e prive di armonia, mentre al contrario, se l’acqua è sottoposta alle vibrazioni di parole e pensieri positivi forma cristalli bellissimi e armonici. 

Ci pensi a cosa accade al nostro corpo, visto che siamo fatti del 70% di acqua?

Mi chiedo allora perché non riusciamo a chiudere con queste persone

Il più delle volte è per cortesia, per paura di offendere il canto lamentoso del lagnante di turno, perché sono persone che fanno parte della nostra vita lavorativa o affettiva, ma senza volerlo stiamo alimentando il potere della lamentela, cioè peggioriamo la situazione invece di dare loro aiuto.

Tutelare noi stessi è salutare e doveroso. È giunta l’ora di correre ai ripari!

Perché smettere di lamentarsi?

  1. Fa male alla nostra salute e a quella di chi ci circonda
  2. Lamentarsi non risolve i problemi
  3. Spegnendo i neuroni perdiamo di vista la risoluzione dei problemi ed entriamo in uno stato di negatività costante
  4. Produce pensieri automatici negativi, in pratica non siamo più noi che gestiamo i nostri pensieri ma saranno i pensieri a gestire noi
  5. Alti livelli di cortisolo in circolo sono nocivi
  6. Rovina i rapporti con le persone che amiamo
  7. Dà una visione della vita poco realistica e induce ad uno stato di ‘’sonno’’ emotivo

Rimedi alla lamentela

  1. Impara ad esprimere GRATITUDINE per ciò che hai, riconoscendo e ignorando i pensieri negativi il più possibile quando arrivano. Serve ad interrompere il meccanismo automatico della negatività
  2. Usa l’ironia per stemperare le lamentele 
  3. Sprona ad una tentata risoluzione del problema, se veramente di problema si sta parlando 
  4. A mali estremi… cerca di allontanare il lagnante di turno, è un discorso apparentemente egoistico ma ci guadagni in salute e magari, lui capirà.
  5. E sui social? Fortunatamente decidiamo noi chi avere come amico e se non vogliamo ferire una persona cara togliendola dalle amicizie, basta andare sulla sua bacheca e cliccare sul pulsante salvavita ‘’non seguire più’’.

Ps: Io ho bisogno di sorrisi e positività, e tu?

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Un sorrisone bohemiano 

M.

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