LA MAGIA DELLA LUNA

Fonte di ispirazione per poeti ed innamorati, la Luna è il corpo celeste più vicino alla terra. La sua presenza ha sempre affascinato l’essere umano colpendo la sua fantasia e le sue emotività. Gli uomini primitivi trovavano conforto nella sua presenza perché illuminava il buio delle notti, allontanando paure e timori atavici. Per queste virtù ottenne subito le attenzioni dei popoli più antichi, i quali la elessero sempre a divinità, rivolgendole così preghiere e riti.

LA MAGICA INFLUENZA DELLA LUNA

Gli uomini si accorsero che il ciclo della Luna segnava un tempo ben preciso, il mese, e che questo influenzava le maree ed i cicli vegetali. Da ciò derivò la considerazione che la Luna avesse il potere di generare ed accrescere le cose: così la semina avveniva al novilunio ed il raccolto all’ultimo quarto. Quando ancora il denaro non era stato inventato, le retribuzioni dei lavoratori consistevano in prodotti alimentari e poiché mietitura e raccolto si effettuavano, come detto, verso la fine del ciclo lunare (ed i mesi nei calendari più antichi coincidevano col suddetto ciclo), la paga avveniva al termine del mese, da qui l’antico modo di dire: sbarcare il lunario. E così, tra gli attributi della Luna, si aggiungeva anche quello di potare la prosperità e la ricchezza. Facilmente ci si accorse che il ciclo della luna coincideva nella durata di giorni con quello della donna: da ciò la Luna venne definita femmina e così rappresentata da divinità quali Iside in Egitto; Artemide, Hera, Selene, Ecate in Grecia; Giunone e Diana a Roma e così via.

E la Fortuna venne rappresentata donna e la femminilità legata ai cicli mutevoli. I popoli classici considerarono le donne importanti quanto la Luna: affascinanti, belle, illuminanti il buio dei timori umani, apportatrici di vita, benessere e ricchezze. La magia della Luna e della donna vennero a coincidere ed ancora oggi il mistero della femminilità traspare tramite esse.

Immagine di Giuseppe Barbera

Giuseppe Barbera

Giuseppe Barbera, archeologo libero professionista, autore di numerosi testi sul mondo antico, tra i quali spiccano "Aspetti esoterici nella Tradizione Romana Gentile", "L'Ermete e la Monade", "Il Pitagorismo nell'antica Kroton" ed altri ancora. I suoi studi si sono incentrati sulle filosofie e sulle religioni misteriche del mondo antico. Ha organizzato e partecipato a convegni di stampo internazionale sul Pitagorismo nelle Università di Roma e di Crotone. Eletto presidente dell'Associazione Tradizionale Pietas, partecipa alle finalità della medesima, la quale si occupa di promuovere, diffondere, rivalorizzare la cultura classica. Attualmete dirige interventi archeologici nella città di Roma, si occupa dell'elaborazione di saggi, esegue consulenze storico-archeologiche per editori privati, edita la rivista "Pietas" e collabora con riviste di approfondimento sul mondo classico. E' preside dell'odierna accademia filosofica di Roma, appellata "Schola Ermetico-Pitagorica Italica".
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