LA MAGIA DELLA LUNA

Fonte di ispirazione per poeti ed innamorati, la Luna è il corpo celeste più vicino alla terra. La sua presenza ha sempre affascinato l’essere umano colpendo la sua fantasia e le sue emotività. Gli uomini primitivi trovavano conforto nella sua presenza perché illuminava il buio delle notti, allontanando paure e timori atavici. Per queste virtù ottenne subito le attenzioni dei popoli più antichi, i quali la elessero sempre a divinità, rivolgendole così preghiere e riti.

LA MAGICA INFLUENZA DELLA LUNA

Gli uomini si accorsero che il ciclo della Luna segnava un tempo ben preciso, il mese, e che questo influenzava le maree ed i cicli vegetali. Da ciò derivò la considerazione che la Luna avesse il potere di generare ed accrescere le cose: così la semina avveniva al novilunio ed il raccolto all’ultimo quarto. Quando ancora il denaro non era stato inventato, le retribuzioni dei lavoratori consistevano in prodotti alimentari e poiché mietitura e raccolto si effettuavano, come detto, verso la fine del ciclo lunare (ed i mesi nei calendari più antichi coincidevano col suddetto ciclo), la paga avveniva al termine del mese, da qui l’antico modo di dire: sbarcare il lunario. E così, tra gli attributi della Luna, si aggiungeva anche quello di potare la prosperità e la ricchezza. Facilmente ci si accorse che il ciclo della luna coincideva nella durata di giorni con quello della donna: da ciò la Luna venne definita femmina e così rappresentata da divinità quali Iside in Egitto; Artemide, Hera, Selene, Ecate in Grecia; Giunone e Diana a Roma e così via.

E la Fortuna venne rappresentata donna e la femminilità legata ai cicli mutevoli. I popoli classici considerarono le donne importanti quanto la Luna: affascinanti, belle, illuminanti il buio dei timori umani, apportatrici di vita, benessere e ricchezze. La magia della Luna e della donna vennero a coincidere ed ancora oggi il mistero della femminilità traspare tramite esse.

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